E così a giorni Topina compirà due anni, sarà retorico a dirsi, ma sembra ieri quando abbiamo cominciato gli accertamenti.
Giusto giorni fa ci siamo riaffacciati al centro pma che ci ha regalato la nostra prima gioia, ovviamente alla ricerca di una seconda.
Mi turba sempre un po' rientrare in quel reparto, sebbene grossi traumi non ne abbia avuto, malgrado tutta l'esperienza pma che non auguro a nessuno, del reparto in sé non posso dire nulla, tutti molto gentili ed umani.
Siamo andati per fare il punto della situazione e per darci delle scadenze per l'inizio del nuovo protocollo.
Stavolta ci è toccata la D.ssa un po' più fredda, per quanto gentile, rimane molto molto sulle sue, avendo un approccio di tipo paziente-medico e non persona-persona... Ma poco importa questo, basta sappia fare il suo lavoro, alla fine fu lei che eseguì quasi 3 anni fa la pickup e tutto andò bene.
A grande sorpresa i tempi di attesa, se così si possono chiamare, ci portano come prima data a novembre, con inizio analisi ad ottobre.
Speravo sinceramente nell'estate, sento lo spauracchio degli anni che passano e della fertilità che si riduce.
Ad ogni modo ha constatato anche lei l'ottimo miglioramento della situazione spermiogramma recente, definendolo un seminare discreto, che non risulta incompatibile con una gravidanza naturale, quindi nel frattempo possiamo provarci. Cosa che in realtà stiamo facendo da un anno a questa parte, con risultati deludenti, ahimè.
Ho comprato gli stick canadesi per l'ovulazione e da questo mese iniziamo a fare le cose sul serio, lo so, come ognuna di voi che c'è passata, tutti i mesi io ci spero sempre...
Per il resto sembra che avere alle spalle un percorso pma abbastanza recente ci risparmi almeno molti esami di routine, che per fortuna non dovremo ripetere, basteranno solo quelli infettivi che hanno scadenza a breve e che rifaremo a ridosso della terapia.
Quindi per il momento è tutto fermo fino ad ottobre, sappiamo solo che al caro marito non toccheranno le punture, giacché la d. Ssa le ha ritenute inutili visto il suo fsh borderline e tenuto conto che per la icsi non è che servano chissà quanti milioni di soldatini.
Sono da un lato avvilita, di nuovo pma, di nuovo punture, di nuovo speranze, e da un lato proiettata verso il futuro in attesa di quest'altro tentativo.
Una cosa è certa, malgrado una bimba ce l'abbia, le sensazioni e gli stati d'animo per questo nuovo percorso non sono molto diversi da quelli avuti nel primo.
Vedremo e spereremo!
Racconti di una vita, di progetti, di sogni, di una famiglia che fatica ad arrivare, la PMA, la gravidanza, una bimba....insomma me!
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giovedì 18 gennaio 2018
venerdì 9 giugno 2017
Qualcosa che non va
E così eccomi qua, mi sono decisa a parlare, a parlare di me, della vita che vorrei, a parlare di quei bilanci che tutti sono bravi a fare, tranne me. I bilanci li faccio, eccome, ma non mi piace mai il risultato.
33 anni (alla soglia dei 34 veramente) un lavoro, una casa, un compagno da 10 anni ed una splendida bambina. Cosa c'è che non va? Me lo chiedo ogni giorno, nella speranza che la risposta sia diversa, ma la risposta è sempre uguale ed io la conosco benissimo.
Devo fare ogni volta un passo indietro per ricercare nuovamente le origini di quel qualcosa che non va: 3 anni fa decidiamo di provare ad avere un bambino, c'era tutto, la casa, il lavoro (che era tornato) e soprattutto l'età. Ecco bene, ci siamo fermati al PROVARE. Mesi di prove, tentativi mirati, stick e meccanismi che toglievano tanta tanta spontaneità al rapporto di coppia.
Uno strano companello di allarme per quel qualcosa che non succedeva, figurati, una catastrofista come me, ho iniziato ad immaginare di tutto.
E così iniziano i primi esami, le prime analisi, le prime ansie, le aspettative, i sospiri e quel senso di peso sul petto che non mi ha mai più lasciato. Approdiamo così nel "fantastico" mondo della PMA fatto di farmaci e speranze, di preghiere e lacrime, di dolore e non accettazione. Eh sì perché tanto non accetterai mai di essere finita lì, proprio tu, a cercare di avere la cosa naturalmente più ovvia, la cosa che a molti riesce anche per sbaglio: una gravidanza. E' curioso, si passa parte della propria vita a cercare di non avere figli per poi ritrovarsi a volerne uno con tutta l'anima e non averlo.
E questo è quello che è successo a me, a noi. Ho vissuto tra la determinazione e la disperazione, ogni giorno cercando di convincermi che una vita senza figli non l'avrei accettata, no, non l'avrei voluta.
Non so se è stata la determinazione, la disperazione o la fortuna, ma quella gravidanza è arrivata.
Inutile cercare di immaginare la paura, paura che sovrastava la gioia, giorno dopo giorno, fino a che non l'ho tenuta tra le braccia. Ancora oggi, a distanza di mesi guardo mia figlia che reputo un dono, penso "ma se madre natura non ha voluto che io diventassi madre ed è dovuta intervenire Mamma Scienza, un motivo ci sarà?" In fondo è così, Madre Natura fa selezione naturale ed io con la mia gravidanza, la mia maternità mi sento come se avessi sovvertito queste leggi, se avessi forzato qualcosa di più grande di me.
Non si può spiegare il desiderio di maternità disatteso, non si può spiegare cosa significhi convivere con la consapevolezza che un altro figlio significherebbe un altro doloroso percorso, un altro tentativo di forzare le leggi di Madre Natura. Convivere con la frase dei medici "Con questi valori una gravidanza naturale è molto molto difficile" convivere ogni mese con una speranza che si sgretola puntuale come un orologio svizzero.
"Ma tu una bimba ce l'hai" è quello che mi ripeto, è quello che mi ripete Lui che prende le cose diversamente, che vive la vita diversamente, talmente diversamente che sembra che la nostra non sia manco la stessa vita. Così è. Devo metabolizzare mi dico, devo essere felice di quello che ho, DEVO imparare ad essere felice. A 33 anni devo imparare, devo imparare tante cose, ma la prima è quella di imparare ad essere felice.
33 anni (alla soglia dei 34 veramente) un lavoro, una casa, un compagno da 10 anni ed una splendida bambina. Cosa c'è che non va? Me lo chiedo ogni giorno, nella speranza che la risposta sia diversa, ma la risposta è sempre uguale ed io la conosco benissimo.
Devo fare ogni volta un passo indietro per ricercare nuovamente le origini di quel qualcosa che non va: 3 anni fa decidiamo di provare ad avere un bambino, c'era tutto, la casa, il lavoro (che era tornato) e soprattutto l'età. Ecco bene, ci siamo fermati al PROVARE. Mesi di prove, tentativi mirati, stick e meccanismi che toglievano tanta tanta spontaneità al rapporto di coppia.
Uno strano companello di allarme per quel qualcosa che non succedeva, figurati, una catastrofista come me, ho iniziato ad immaginare di tutto.
E così iniziano i primi esami, le prime analisi, le prime ansie, le aspettative, i sospiri e quel senso di peso sul petto che non mi ha mai più lasciato. Approdiamo così nel "fantastico" mondo della PMA fatto di farmaci e speranze, di preghiere e lacrime, di dolore e non accettazione. Eh sì perché tanto non accetterai mai di essere finita lì, proprio tu, a cercare di avere la cosa naturalmente più ovvia, la cosa che a molti riesce anche per sbaglio: una gravidanza. E' curioso, si passa parte della propria vita a cercare di non avere figli per poi ritrovarsi a volerne uno con tutta l'anima e non averlo.
E questo è quello che è successo a me, a noi. Ho vissuto tra la determinazione e la disperazione, ogni giorno cercando di convincermi che una vita senza figli non l'avrei accettata, no, non l'avrei voluta.
Non so se è stata la determinazione, la disperazione o la fortuna, ma quella gravidanza è arrivata.
Inutile cercare di immaginare la paura, paura che sovrastava la gioia, giorno dopo giorno, fino a che non l'ho tenuta tra le braccia. Ancora oggi, a distanza di mesi guardo mia figlia che reputo un dono, penso "ma se madre natura non ha voluto che io diventassi madre ed è dovuta intervenire Mamma Scienza, un motivo ci sarà?" In fondo è così, Madre Natura fa selezione naturale ed io con la mia gravidanza, la mia maternità mi sento come se avessi sovvertito queste leggi, se avessi forzato qualcosa di più grande di me.
Non si può spiegare il desiderio di maternità disatteso, non si può spiegare cosa significhi convivere con la consapevolezza che un altro figlio significherebbe un altro doloroso percorso, un altro tentativo di forzare le leggi di Madre Natura. Convivere con la frase dei medici "Con questi valori una gravidanza naturale è molto molto difficile" convivere ogni mese con una speranza che si sgretola puntuale come un orologio svizzero.
"Ma tu una bimba ce l'hai" è quello che mi ripeto, è quello che mi ripete Lui che prende le cose diversamente, che vive la vita diversamente, talmente diversamente che sembra che la nostra non sia manco la stessa vita. Così è. Devo metabolizzare mi dico, devo essere felice di quello che ho, DEVO imparare ad essere felice. A 33 anni devo imparare, devo imparare tante cose, ma la prima è quella di imparare ad essere felice.
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